Domenica 18 Giugno, dalle 9.00 alle 18.00, Antey-Saint- André fiorirà di tutti i colori sgargianti di uno dei festival floreali più bello e suggestivi d’Italia.

Nella piazza cittadina, con  vista sul Cervino, avrà luogo la Mostra Mercato Florovivaistica Cervino in fiore.

Si tratta della settima edizione di un’esposizione di fiori e piante, alberi da frutto, piante officinali, piccoli frutti, sementi, ma anche attrezzi, macchine agricole e utensili da giardinaggio, vasi e arredi da giardino. Nel corso della giornata ci saranno degustazioni a base di frutti, fiori e erbe aromatiche, e si potrà assistere alla realizzazione di vasi in cotto alla ruota. I più piccini potranno sfogarsi nel parco giochi adiacente, o partecipare al laboratorio gratuito L’orto di Anna e Gloria. Non mancheranno i lavori in legno tipici dell’artigianato locale, eseguiti dalle mani di abili artigiani davanti agli occhi dei visitatori.

Cervino in fiore è solo uno degli eventi a tema  che celebra la passione dei paesi di montagna per i fiori, gli orti e i giardini. E come potrebbe essere altrimenti, quando la nostra Valle ci offre in ogni stagione, fioriture spontanee e coltivazioni così varie e meravigliosamente colorate da far pensare alla tavolozza inesauribile di un pittore?

In ogni località, anche le più piccole e isolate, è tutto un rigoglio di giardini, orti e balconi pieni di fiori. L’amore per la natura nelle sue manifestazioni più soavi e belle è retaggio di una cultura di attenzione e amore per il territorio, a cui si unisce la volontà di valorizzare le risorse locali, con la produzione autoctona di prodotti dell’orto, frutta e erbe aromatiche, che rendono la cucina locale unica e caratteristica.

Oltre agli orti, che donano prodotti freschi e genuini utilizzati privatamente, o venduti nei tanti mercati e nelle fiere della Valle, ai frutteti che producono frutti succulenti utilizzati anche per l’industria locale di marmellate e confetture, a farla da padrone è sempre e comunque la natura incontaminata delle nostre montagne. Pensiamo agli alpeggi che da maggio in poi si riempiono letteralmente di stelle alpine, orchidee selvatiche, aconito, arnica, genziane, gigli selvatici, rododendri alpini a cui si uniscono i cespugli e gli arbusti. I fianchi delle montagne ammantati di larici e abeti custodiscono un sottobosco ricchissimo di specie arboree e floreali di ogni tipo. Quando arriva l’autunno lo spettacolo è, se possibile, ancora più magnifico. All’oro e al rosso scarlatto delle foreste si uniscono le fioriture di settembre, come i crochi, e i balconi esibiscono gli ultimi trionfi della stagione, in attesa che l’inverno giunga con la sua coltre bianca e fredda, a nascondere tutti i colori fino alla primavera successiva.

Un altro segnale della passione e della cura dei Valdostani e in generale della gente delle Alpi per i fiori e la vegetazione autoctone è dato dal secolo scorso di giardini botanici, come il Giardino Botanico Alpino Paradisia a Valnontey, nel magnifico scenario del massiccio del Gran Paradiso, il giardino Saussurea alla stazione Pavillon dell’impianto Skyway Monte Bianco, il giardino di Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean, e il più antico, il giardino alpino Chanousia nei pressi del Colle del Piccolo San Bernardo, progettato dall’abate Pierre Chanoux e aperto al pubblico nel 1897. Lo scopo di questi giardini è da sempre la salvaguardia del patrimonio naturale, la preservazione delle specie di piante alpine più belle e minacciate di estinzione. Visitando questi meravigliosi giardini la gente impara il rispetto per il patrimonio floristico alpino, perché può ammirare le varie specie nel loro ambiente e imparare a conoscerle e apprezzarle.

Giardino alpino Chanousia  Giardino Saussurea
 Giardino Botanico Alpino Paradisia  Giardino di Castel Savoia

foto dalla rete 

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