La Via delle Gallie fu realizzata in Valle D’Aosta dall’Imperatore romano Augusto, durante la conquista dell’Arco Alpino. Si tratta della prima opera pubblica romana creata nella Valle e serviva fondamentalmente come appoggio logistico e di rifornimento per l’espansione imperiale. Documenti risalenti fino al IV secolo dC, come la Tavola Peutingeriana, mostrano i percorsi della Via verso le provincia transalpine, la lunghezza e la durata delle varie tappe e la presenza di punti di sosta lungo tutta la sua percorrenza.

La Via delle Gallie venne realizzata sulla traccia dei vecchi sentieri che conducevano ai valichi alpini: quello dell’Alpis Graia (Piccolo San Bernardo) e quello dell’Alpis Poenina (Gran San Bernardo).

Lungo tutto il percorso, nel tempo, vennero realizzate infrastrutture di appoggio dagli abili tecnici romani, soprattutto nei punti che, per conformazione morfologica del terreno, risultavano più difficoltosi da percorrere. Di questi edifici e strutture rimangono vestigia archeologiche di grande suggestione.

Ma vediamo insieme l’itinerario percorso da questa strada leggendaria. Si partiva da Milano, o Mediolanum, come era conosciuta allora, e, passando per Ivrea, o Eporedia, si giungeva a una biforcazione all’altezza di Aosta, l’antica Augusta Praetoria.

Qui i due bracci della strada proseguivano uno in direzione del Piccolo San Bernardo fino a Lione, l’altro verso il Gran San Bernardo e attraverso le alpi fino a Octodurus, in Svizzera.

Entrambi i passi montani vennero ampliati, lastricati e resi percorribili dai carri. Di queste antiche pavimentazioni rimane ancora qualche traccia. Intorno ai luoghi di sosta nacquero e crebbero poi veri e propri centri abitati, come Quart, Chétoz, Nus e Diemoz.

Della strada facevano parte anche diciassette ponti, la maggior parte dei quali sono crollati o comunque non più utilizzati. Rimane il Pont Saint-Martin, tuttora in uso, reso celebre anche dalla leggenda che lo associa al Diavolo, parte del ponte di Saint-Vincent e il ponte di pietra di Aosta, che un tempo scavalcava il Buthier, prima che cambiasse letto.

 

Importante vestigia della Via delle Gallie anche l’arco di pietra a Donnas, scavato nella roccia e divenuto simbolo della cittadina. A Donnas il tragitto di fondovalle percorso dalla Vie delle Gallie confluisce anche nella via Franchigena, una delle più antiche vie di pellegrinaggio dell’antichità, che permetteva alla gente d’Oltralpe di raggiungere Roma.

 

 

 

 

Anche nel comune di Bard si riconoscono tratti della Via delle Gallie e le rovine di antiche costruzioni romane.

Montjovet, diviso dal corso della Dora Baltea, mostra altre importanti vestigia. I tratti di sede stradale romana mostrano ancora i solchi delle ruote dei carri, denotando l’importanza della Vie delle Gallie non solo come via militare, ma soprattutto per i commerci e le esportazioni.

Aosta, dominata dai romani per oltre cinque secoli, mostra innumerevoli monumenti e testimonianze storiche di importanza inestimabile, come l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il già citato ponte di pietra, ecc.

 

 

 

 

 

 

Foto dalla rete

 

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