Sembra una contraddizione in termini: come può qualcosa di freddo generare calore? Eppure è esattamente questa la sensazione che proviamo in questi giorni, quando, appena alzate, guardando dalla finestra il mondo che sembra spruzzato d’argento, come se, nella notte, un corteo di fate fosse passato silenziosamente nel giardino, spolverando i cespugli e gli alberi di polvere magica. E poi eccola, la prima, freschissima aria del mattino, che solletica la pelle e risveglia il corpo con una sferzata di energia benefica. Allora non c’è niente di più bello che potersi rifugiare in casa ancora un momento, indugiare a tavola, con una bella tazza di caffè caldo tra le mani, magari una fetta di torta di mele di Antey, mentre i ciocchi scoppiettano nella stufa e il profumo di legna bruciata si mescola con quello della colazione, la stessa che ci preparava la nonna quando eravamo bambine.
Ecco cosa intendiamo quando parliamo di calore che viene dal freddo, quella sensazione infinitamente confortante che si può provare solo in questi giorni d’autunno, quando tutto intorno a noi, anche il nostro corpo, sembra mutare, adeguarsi alla stagione che cambia.

La nostra Valle è più bella che mai, nel sole di novembre. Il cielo è cristallo azzurro, e gli alberi s’incendiano di tutte le tonalità del giallo, dell’arancio, del rosso, diventando d’oro quando il tramonto avvolge le pendici dei monti di ombre viola. È il momento ideale per passeggiare, il respiro che si trasforma in nuvolette di vapore a ogni passo, l’erba bianca di brina che scricchiola sotto i piedi, i fiori ingemmati di cristalli di ghiaccio. Le cime innevate racchiudono l’orizzonte come guardiani immensi, araldi silenziosi dell’inverno che sta arrivando.

Oppure salire fino alle piste, per sciare sugli impianti tutti già aperti, ogni giorno, sfidando la neve fresca, il vento gelido che sembra voler ridisegnare i contorni del viso con la sua forza, il cielo che sembra così vicino da poter spiccare il volo al prossimo salto.

 

 

 

E dopo cercare di nuovo rifugio nel calore della casa, o in uno dei tanti locali del paesino, che offrono cioccolata calda e vin brulé. Oppure resistere, e immergersi tra le bancarelle dei mercatini di Natale, dove tutti i prodotti dell’artigianato Valdostano fanno bella mostra di sé, e il profumo delle caldarroste e dei dolci al miele e alla cannella riempiono l’aria. Quando la sera inizia a calare le strade si accendono di luci dorate che sembrano galleggiare nella foschia come fuochi fatui.

 

Si torna a casa, e la legna continua ad ardere nella stufa, il fumo a uscire dai comignoli disegnando scie d’argento nel tessuto viola della notte. Domani sarà un’altra splendida giornata fredda, piena di magnifico calore.

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