Gli abeti che ammantano le pendici dei monti della Valtournenche sono immensamente cari agli abitanti della Valle. Anche nel cuore dell’inverno, quando il vento del Nord soffia impetuoso, e la neve ricopre come un mantello candido ogni cosa, solo loro continuano a vegliare, come sentinelle svettanti e silenziose, sulla natura addormentata, sugli animali intirizziti, e naturalmente sui valligiani. Le loro fronde non sembrano essere toccate dal gelo, rimangono verdi e robuste, gli aghi folti e ingemmati di cristalli di neve brillano al sole d’inverno e nell’argento della luna piena. I sempreverdi sono da sempre simbolo dell’immortalità, della vita che perdura al di là dello scorrere del tempo e dei mutamenti. L’abete in particolare è legato al Solstizio d’Inverno, in occasione del quale un tempo si celebrava il Sole simbolo di vita e rinascita, e successivamente alla nascita di Gesù.

Ma non è sempre stato così.

Una leggenda della Valtournenche racconta che un tempo gli abeti non erano sempreverdi, all’approssimarsi dell’inverno anch’essi perdevano le foglie e rimanevano spogli come tutti gli altri alberi. In particolare c’era un grande abete che ospitava tra i suoi rami una moltitudine di uccelli, che, con i primi freddi, lo salutavano per migrare verso sud. Accadde però che, ad autunno inoltrato, uno di essi si fosse ferito a un’ala e non potesse volare con i suoi amici verso paesi più caldi.

Disperato l’uccellino attendeva il suo inevitabile fato, consapevole del fatto che, quando le foglie sarebbero cadute, nulla avrebbe potuto proteggerlo dal gelo e sarebbe morto. Ma il grande abete, impietosito, decise di fare il possibile per proteggere il suo piccolo amico. Quando il vento del Nord cominciò a soffiare, tentando di spogliarlo delle sue foglie, le trattenne a sé, custodendo l’uccellino tra i suoi rami. Quando infine giunse l’Inverno, esso si stupì nel vedere un abete ancora verde in mezzo alla neve, e interrogò l’uccellino su come fosse stato possibile quel prodigio. L’uccellino raccontò della generosità dell’albero e dell’immensa fatica che aveva fatto, e il suo racconto commosse l’Inverno al punto che esso promise all’abete che non avrebbe mai più dovuto perdere le foglie con l’arrivo del vento del Nord.

Questa è la ragione per cui gli abeti sono sempreverdi, ed è anche il motivo per cui gli abitanti della Valle li amano così tanto.

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